Tra le dolci colline del Piemonte, accanto ai più noti Barolo e Barbaresco, cresce un vino che sa di casa, di tradizione e di quotidianità: il Dolcetto. Non lasciamoci ingannare dal nome: questo vino non è dolce, ma deve il suo nome probabilmente alla parola dialettale “duset”, che indica qualcosa di tenero, gentile.

Il Dolcetto è un vitigno autoctono piemontese coltivato da secoli soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Un vino che si fa amare per la sua immediatezza. Al naso offre profumi di frutta rossa matura – ciliegia, mora, prugna – con delicate sfumature floreali e spesso una nota mandorlata sul finale. In bocca è morbido, con tannini setosi, una bassa acidità e un finale asciutto e piacevole. La sua struttura lo rende perfetto per essere bevuto anche giovane.


Nel cuore del Roero, tra i filari che disegnano le colline di Castellinaldo d’Alba, il Dolcetto trova la sua espressione più sincera. Qui, nella cantina Teo Costa, abbiamo trovato un partner affidabile per la nostra nuova bottiglia a marchio Mosca1916: un Dolcetto giovane, moderatamente alcolico (12.5% vol) che si presenta di un colore rosso rubino vivace, al naso sprigiona profumi di frutta rossa matura, con richiami alla ciliegia e alla mora. Al palato è morbido, con bassa acidità e un finale leggermente mandorlato, che invoglia a un altro sorso.
Un vino da tavola (in senso nobile)
Il Dolcetto è spesso il vino del quotidiano nelle famiglie piemontesi. Compagno fedele dei pranzi domenicali, si abbina alla perfezione con antipasti tipici (salumi, acciughe al verde, vitello tonnato), primi piatti ricchi (tajarin al ragù, agnolotti ), ma anche con secondi a base di carne bianca o rossa. La sua versatilità lo rende uno dei vini più gastronomici della regione.